GARANTIRE LE RISORSE PER LE COMPENSAZIONI E CONVOCARE UN TAVOLO POLITICO CON LA COMUNITA’
Domani la Camera dei Deputati discuterà un’Interrogazione urgente presentata dall’On. Stefano ESPOSITO (PD) al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
Il documento pone al Governo quattro questioni particolarmente rilevanti e urgenti:
1) la tempistica relativa alla sottoscrizione da parte del Governo Italiano e di quello Francese del trattato intergovernativo sulla ripartizione dei costi dell’opera come richiesto dalla Commissione Europea;
2) la richiesta al Governo di riconoscere il progetto della tratta internazionale e nazionale della Torino-Lione come infrastruttura strategica non soggetta alla norma contenuta all’articolo 4 del Decreto Sviluppo (che riduce dal 5% al 2% la percentuale delle risorse disponibili per le compensazioni), in quanto il progetto è una variante di quello approvato sia in sede di VIA sia in sede CIPE nel 2005;
3) la richiesta al Governo di assumere fin da ora l’impegno a riconoscere una cifra pari a quella del 5% sul costo complessivo dell’opera, circa 250 milioni di euro, al fine di garantire risorse adeguate agli interventi previsti nel Piano Strategico redatto dalla Provincia di Torino e condiviso dalla Regione Piemonte e dal Governo;
4) l’invito al Governo, in accordo con gli Enti locali e il Presidente dell’Osservatorio Arch. Mario Virano, a convocare un tavolo politico con il Presidente della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone al fine di offrire e verificare la reale disponibilità manifestata, pur senza interrompere il cantiere di Chiomonte.
Stefano Esposito – Phonemedia
Intervento in aula a favore della risoluzione della situazione della Phonemedia al fine di prorogare la cassa integrazione
Tav: SOLIDARIETA’ AI GIORNALISTI A CUI E’ STATO IMPEDITO DI SVOLGERE IL LORO LAVORO
Nella tarda mattinata di quest’oggi i giornalisti del quotidiano La Stampa, Massimo Numa e Roberto Travan, hanno cercato di raggiungere in auto il sito della Maddalena per realizzare un servizio giornalistico. Giunti a Chiomonte, mentre erano a colloquio con il sindaco del paese, la loro auto è stata vandalizzata. Infatti, qualcuno ha inciso sul portellone posteriore dell’autovettura la parola ‘Digos’, che, evidentemente, deve essere considerata dal soggetto incisore come un insulto anziché come un’istituzione al servizio dei cittadini e della legge.
Successivamente l’auto dei due giornalisti, dopo essere transitata attraverso due check point presidiati da persone con ricetrasmittenti, è stata infine bloccata al terzo sbarramento da un gruppo di persone, tutte, pare, appartenenti ai centri sociali. Ai due giornalisti, quindi, è stato impedito l’accesso al sito che ospiterà il cantiere in quanto ‘non graditi’ e uno di loro è stato strattonato.
Devo confessare che quanto accaduto oggi, che deve essere fermamente condannato da tutti, non suscita alcun stupore in quanto da tempo annunciato. Sono mesi che personalmente denuncio la presenza all’interno del movimento No Tav di personaggi più volte indagati e noti per aver commesso gravi atti violenti. Da settimane denuncio il fatto che un Paese civile non può tollerare che un gruppo di persone dia vita a una sorta di zona extraterritoriale o ‘repubblica autonoma’ che dir si voglia. Ora non solo siamo in presenza di check point che impediscono il libero accesso a un luogo pubblico, ma questi posti di blocco sono difesi da gente in assetto paramilitare.
Consiglierei a costoro, e a tutti coloro che moralmente li giustificano, di andare a rileggersi le pagine della storia italiana che hanno avuto per protagonisti gli aspiranti guerriglieri e di meditare sulle tragiche conseguenze di quelle sciagurate scelte. E, soprattutto, di ricordarsi, come ben diceva Frate Mitra, che l’Italia (Val Susa compresa) non è la foresta sudamericana.
Esprimo la mia più totale solidarietà ai giornalisti oggetto di questa ennesima dimostrazione di intolleranza, sperando che i sindacalisti e i politici, che continuano a non voler vedere quanto poco democratica e legale sia l’azione di questi personaggi, prendano finalmente le distanze un manipolo di pseudo-rivoluzionari che adoperano i metodi tipici della malavita.
TAV: INTERPELLANZA URGENTE IN AULA
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le Infrastrutture,
Per sapere, premesso che:
“Il problema della GRANDE MILANO vale cento volte quello della Torino — Lione”. È quanto ha sostenuto ieri l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, intervenendo alla Mobility Conference 2011. Secondo il manager la competizione globale si gioca anche sulla competizione tra le grandi conurbazioni e in Italia Milano è la più grande. Per questo, secondo Moretti, devono essere affrontati ancor prima che i problemi dei grandi assi internazionali i problemi delle grandi conurbazioni. Se queste non vivono, è difficile che possano produrre risultati sui grandi assi, per questo la realizzazione della Torino — Lione è meno importante del progetto della GRANDE MILANO;
queste dichiarazioni sono l’ennesima testimonianza di quanto l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato ritenga scarsamente strategica la realizzazione della tratta italiana del corridoio 5, nonostante la Camera dei Deputati abbia approvato non più tardi di due mesi fa una mozione approvata all’unanimità che riconferma la strategicità dell’opera.
Si chiede se le linee di sviluppo strategico infrastrutturale dell’Italia siano decise in Consiglio dei Ministri e in Parlamento o dall’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato in qualche convegno a Milano;
quali iniziative il Governo intenda intraprendere affinché le Ferrovie dello Stato e il suo Amministratore Delegato operino concordemente con le linee strategiche definite dal Governo e dal Parlamento.
